HOLLYWOOD, VIA AI LICENZIAMENTI

LO SCIOPERO DEGLI SCENEGGIATORI ENTRA
NELLA FASE CALDA DELLA PROTESTA

Lo sciopero degli sceneggiatori che dallo scorso 5 novembre sta paralizzando Hollywood facendo saltare la cerimonia dei Golden Globe, mette a rischio la notte degli Oscar del 24 febbraio e rischia di far perdere il lavoro a migliaia di dipendenti. Le major (la Warner Bros in testa) hanno annunciato che i licenziamenti non tarderanno. La legge infatti li rende leciti se il datore di lavoro dà un preavviso di 60 giorni.
La Warner Bros, riporta "La repubblica", ha previsto di tagliare mille impiegati a partire dall'11 gennaio, mentre la Fox e altri Studios hanno eliminato i pagamenti per le ore di straordinario. Lo sciopero degli sceneggiatori sta infatti minando alle fondamenta i pilastri su cui si regge lo star system: con la cancellazione della cerimonia dei Globe, del 13 gennaio, alcuni sponsor importanti (Citigroup, Prudential) si sono defilati. La NBC, che per la serata si era impegnata in contratti pubblicitari ha dovuto ripensare il suo palinsesto e dovrà rimborsare i committenti. Si pensa a una perdita, in termini economici enorme, se lo scorso anno la raccolta pubblicitaria per la notte dei Golden Globe fu tra i 10 e i 15 milioni di dollari.

Incommensurabili i danni se dovesse saltare la più famosa Notte degli Oscar. Il budget stanziato, la copertura in mondovisione e gli interessi che ruotano intorno alla cerimonia più importante di Hollywood sono tanti e tali che metterla a rischio significherebbe colpire al cuore il cuore stesso del sistema. Per ora i contratti con sposor e star sono stati confermati e si conta di raggiungere in tempo un accordo. ''Non è pensabile, e siamo convinti che non avverra''' ha sottolineato la portavoce della Academy Awards Leslie Unger, mentre il produttore della ''notte delle stelle'', Gil Gates, resta determinato a non modificare di una sola virgola quanto è stato programmato per il 24 febbraio.Ma l'ultima parola spetta a loro, gli sceneggiatori, senza i quali, ancora non c'è traccia di vero spettacolo (nonostante ciò che dicono i creatori di reality show).