
COMICS VS MANGAIL FUMETTO AMERICANO PERDE IN CASA Naruto ha sopraffatto Capitan America. Secondo gli ultimi dati sulle vendite di fumetti negli Usa, infatti, i manga del Sol Levante hanno superato i comics a stelle e strisce. Di più, i fumetti giapponesi hanno praticamente conquistato l’immaginazione del mondo. E oggi, con le "graphic novel" il fenomeno coinvolge non solo i più piccoli e conquista ampie fasce di lettori. È quanto sostiene Wired, celebre rivista sul mondo Internet e sulla cultura tecnologica, in un articolo in cui illustra come le vendite di fumetti giapponesi negli Stati Uniti si sono triplicate negli ultimi 4 anni. E anche in Europa la storia si ripete.
Nel Regno Unito, per esempio, la chiesa cattolica sta usando il manga per reclutare sacerdoti, rivela la rivista. Un editore britannico ha inoltre pubblicato versioni manga di Shakespeare, compreso un ’Romeo&Juliet’ che reinventa Montecchi e Capuleti come famiglie rivali della Yakuza a Tokyo. Fan e critici, però, avvertono che i manga rischiano di diventare sempre più uguali a se stessi, ricreando la ricetta dei blockbuster di Hollywood: una formula di successo che si autoriproduce senza adeguarsi. E qui sta il pericolo. Anche se, con un fatturato da 4,2 miliardi di dollari all’anno, i manga dimostrano che i giorni migliori dei comics americani sono passati. Secondo Wired, quello che è accaduto alla fiera "Comic Ichi" di Tokio (un mercato che ha richiamato oltre 25.000 persone tra semplici curiosi e appassionati) è un segnale incoraggiante per il settore: rappresenta cioè la dinamica che potrebbe invertire il declino dell’industria del fumetto. Per capire la forza dei manga, in Giappone, si deve cominciare con il rendersi conto della loro diffusione, sostiene l’illustratore Carl de Torres. Diversamente dalla maggior parte dei comics americani, infatti, non sono riservati a "freak" o "nerd". Nella metropolitana di Tokyo ci sono passeggeri d’ogni genere che leggono manga: uomini d’affari come studenti. La città di Hiroshima ha persino una biblioteca pubblica dedicata interamente al genere. Anche se la loro popolarità è diminuita negli ultimi anni, la fetta del mercato mantiene comunque una quota del 22% di tutto il materiale stampato in Giappone. Pubblicati spesso su carta molto leggera, ogni manga può contenere 25 storie da circa 20 pagine ciascuna. Tra gli ultimi successi si segnala l’edizione in brossura di "Bleach", serie che ha per protagonista un teenager capace di comunicare con i fantasmi: dopo sei anni di uscite settimanali come inserto di "Shonen Jump", da sola ha iniziato a vendere qualcosa come 46 milioni di copie (in un Paese di 127 milioni di persone). Lo stesso è accaduto, in modo diverso e in tempi diversi, con "Sailor Moon", "Ken il Guerriero", "I cavalieri dello zodiaco", "Naruto" e molti altri "eroi ed eroine di carta" giapponesi che hanno sedotto milioni di teenager (e non solo) in tutto il mondo. Così come oggi sta accadendo con i protagonisti del "graphic novel". È il modo con cui l’industria del manga sta guardando al futuro, salutando il passato. Sayonara, Capitan America. |
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